martedì 16 ottobre 2007

LETTERA APERTA DI PROTESTA AL PRESIDNETE DELLA CAMERA BERTINOTTI


Caro presidente
Il sottoscritto mi permetto di scriverLe per ricordare alcune fondamenta e realtà trascurate e calpestate volontariamente da Lei: il primo punto è il fatto che tenendo conto della situazione attuale in medi oriente, anche una persona non politicizzata può testimoniare che il regime dei mullah ha un ruolo destabilizzatore e non stabilizzatore in Medioriente. Basti guardare le sue innumerevoli interferenze terroristiche in tutti i quattro angoli della terra in particolare in medioriente e nel processo della pace tra gli israeliani e i palestinesi. Basti guardare tutto quello che è successo ed tuttora succede in Iraq dove quotidianamente i civili inermi iracheni e i militari di tutte le nazioni saltano in aria con le bombe mandate dai mullah. Ammesso che anche Lei non sia dell'opinione, come la pensano i mullah iraniani, che la colpa è interamente degli Stati uniti d'America! Basti guardare i rapporti dei vostri servizi segreti operanti sui teatri di guerra e rendersi conto di quanto siano lunghe le mani dei mullah nel processo di destabilizzazione dell'area mediorientale. Credo che loro, i vostri servizi parlino e scrivano in italiano! Se tutto ciò non La convince ancora basta andare e guardare i famigliare delle vittime del terrorismo iraniano sparsi in tutto il mondo: Argentina, Roma, dove fu assassinato il nostro rappresentante Mohammad Hossein naghdi, Libano, Palestina, Algeria, Iraq, Afghanistan, Yemen, Mali, Egitto, Nassiria, ecc...
Signor Presidente
posso riportare talmente tanti motivi e prove per cui il regime dei mullah è una forza destabilizzante che alla fine dovremmo farne un voluminoso libro! Le faccio risparmiare. Il suo tempo è prezioso.
Signor presidente Lei quando stringeva le mani dei carnefici, gondolanti del sangue dei giovani iraniani, non si è sentito male? Forse i suoi collaboratori non le avevano ben informato che questi signori sono esattamente dello stesso pasto di quegli uomini che con la maschera scendono in piazza e impiccano i giovani iraniani? Signor Presidente io Le assicuro che questi uomini che Lei ha incontrato e alle quali ha fatto il suo storico discorso sono esattamente gli stessi uomini che hanno messo il cappio al collo dei ragazzi impiccati a Teheran. Quei ragazzi che al tempo del fascismo italiano venivano guarda caso chiamati "delinquenti e terroristi".
Signor Presidente come Lei pensa di poter costruire sul Sunami un palazzo stabile e a lunga durata? Il Sunami ha nella sua natura la forza distruttiva e non costruttiva. Il regime dei mullah si regge su due pilastri: la repressione e il terrorismo. Secondo i dati diffusi dagli stessi organismi internazionali, durante la presidenza di Ahmadinejad il numero delle persone impiccate è moltiplicato per 3. Tra ottobre 2006 e settembre 2007 sono stati ufficialmente uccisi 265 persone molte delle quali in pubblico e alla presenza dei bambini.
Signor Presidente, la repubblica italiana è fondata sulla resistenza contro il fascismo. E' giusto che questo Italia di oggi calpesti le fondamenta della resistenza italiana e consideri la resistenza del popolo iraniano contro il nazi-fascismo islamico dei mullah come una forza terroristica inserendola nella sua lista nera? Questa azione non è un oltraggio e un insulto a coloro che hanno perso la vita per la democrazia e la libertà in Italia?
Signor Presidente, sono sicuro che quei martiri, oggi, vedendo le Sue azioni si rivoltino in tomba.
Signor Presidente, attraverso questa lettera di protesta esprimo tutta la rabbia del popolo iraniano nei Suoi confronti e chiedo le Sue scuse al popolo iraniano.
Signor Presidente, lei ha stretto delle mani da cui gondolano il sangue dei 120.000 martiri della resistenza iraniana. Lei ha stretto delle mani che dalla mattina alla sera non fanno altro che stringere i cappi al collo, e schiacciano i bottoni dei telecomando delle auto bombe contro i civili, e cercano di costruire la bomba atomica onde garantire Più possibile la loro nefasta e maligna sopravvivenza. Una sopravvivenza che produrrà ai danni della comunità internazionale solo dolore e il sangue. Esattamente come ha prodotto ai danni del mondo il predecessore di Ahmadinejad. Appunto Hitler.
Signor Presidente, mi permetta di dirLe che non è importante restare e "confessare liberamente comunista", come ha dichiarato recentemente in una sua apparizione pubblica, bensì restare un uomo libero . Libero da tutti i pregiudizi e vincoli. Che essi siano economici o politici o diplomatici.
Signor Presidente, mi permetta di dire l'ultima cosa: Lei ha violentemente oltraggiato e insultato la dignità del popolo iraniano. Ma noi rispondiamo come è degno di un popolo che non chiede altro che il rispetto dei suoi diritti per poter cambiare democraticamente la situazione iraniana: " se non volete aiutarci in questo cammino per favore non gettate del sale sulle nostre ferite".
Ribadisco e concludo che il regime iraniano non è la soluzione del problema del medi oriente. Essi stesso è il problema fondamentale della crisi del medi oriente. E' il Sunami fascista- religioso-islamico- fondamentalista-terroristico- integralista e disumano.
Cordiali saluti
karimi davood, presidente associazione rifugiati politici iraniani in Italia
Roma, 16 ottobre 2007

 
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